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Cavolfiore: proprietà, benefici e un’idea sfiziosa per gustarlo crudo

Il cavolfiore (Brassica oleracea var. botrytis) è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Brassicacee o Crucifere, la stessa di broccoli, verze e cavoli. Ne esistono numerose varietà, che si distinguono per colore e periodo di maturazione da ottobre fino a maggio e prediligono terreni freschi e profondi. La parte più utilizzata in cucina è la testa o “infiorescenza”, composta da piccoli fiori ravvicinati di colore bianco, ma anche verde, giallo paglierino o violetto, a seconda della varietà.


Proprietà nutrizionali del cavolfiore

Il cavolfiore è un vero concentrato di vitamine (A, B1, B2, C, K, PP, acido folico) e sali minerali come calcio, potassio, ferro, fosforo, zolfo e iodio. Ha un contenuto calorico molto basso (circa 25 kcal per 100 g) ma fornisce un buon apporto di proteine vegetali (3,2 g/100 g) e fibre (2,4 g/100 g). È dunque un alimento ideale per chi segue una dieta leggera o ipocalorica. 

Grazie al suo patrimonio di nutrienti, il cavolfiore aiuta a rinforzare il sistema immunitario e a sostenere le naturali difese dell’organismo. È inoltre ricco di antiossidanti, in particolare isotiocianati, sostanze che contribuiscono a contrastare lo sviluppo di cellule tumorali e favoriscono la detossificazione dell’organismo. 

Alcuni studi recenti hanno evidenziato anche un’azione ipocolesterolemizzante e antinfiammatoria. La presenza di gefarnato, in particolare, svolge un effetto benefico sulla mucosa gastrica, aiutando a prevenire e lenire le irritazioni dello stomaco.

Le varietà verdi contengono una buona dose di clorofilla, utile alla produzione di emoglobina e quindi consigliata in caso di anemia. L’elevata quantità di acido folico lo rende poi un alimento consigliato per le donne in età fertile, poiché contribuisce a prevenire difetti del tubo neurale nei nascituri, come la spina bifida.


Tipologie di cavolfiore a tavola

Il cavolfiore non è esclusivamente bianco, anche se questa rimane la varietà più comune. Ne esistono infatti diverse tipologie, come il cavolfiore verde, dal gusto leggermente più dolce, e il cavolfiore viola, particolarmente ricco di antociani, potenti antiossidanti responsabili della sua caratteristica colorazione violacea.

Tra le varietà più particolari troviamo anche il cavolfiore arancione, apprezzato per l’elevato contenuto di beta-carotene, e il cavolfiore romanesco, riconoscibile per la sua inconfondibile forma geometrica e il colore verde brillante. Alternare queste diverse tipologie di cavolfiore in cucina permette non solo di rendere i piatti più colorati e invitanti, ma anche di sfruttare al meglio le diverse proprietà nutrizionali di ciascuna varietà.


Come cucinarlo senza perdere le sue proprietà

Per preservare al meglio le vitamine e i minerali, è bene evitare cotture prolungate. Il metodo migliore è la cottura rapida in acqua bollente per pochi minuti (“sbollentatura”), oppure, per chi lo tollera bene, il consumo da crudo: in questo modo si ottiene un ortaggio croccante, digeribile e nutriente. 

Quando si acquista, è importante controllare che il cavolfiore sia compatto, privo di macchie, con le foglie esterne fresche e ben chiuse intorno all’infiorescenza. Essendo molto delicato, tende a deteriorarsi in fretta.


Ricetta: Cous cous di cavolfiore crudo

Un modo originale e leggero per gustare questo ortaggio è trasformarlo in un finto cous cous vegetale. 


Ingredienti per 2 persone:

  • ½ cavolfiore 

  • 2 carote 

  • 5 pomodorini secchi 

  • Semi misti (girasole, zucca, ecc.) 

  • Frutta secca a piacere (mandorle, anacardi, noci...) 

  • Gomasio a piacere 

  • Un filo di olio extravergine di oliva

Preparazione: Lava e asciuga le verdure, poi tagliale a pezzi e frullale grossolanamente insieme ai pomodorini secchi. Trita a parte semi e frutta secca. Unisci tutto in una ciotola, condisci con olio e gomasio e mescola bene.Puoi personalizzare il piatto aggiungendo verdure di stagione o erbe aromatiche a piacere.


Modalità di conservazione

Il cavolfiore andrebbe conservato in un ambiente fresco e asciutto per mantenerne al meglio la qualità. Se acquistato fresco, può essere riposto in frigorifero e consumato entro circa una settimana. È preferibile tenerlo lontano da frutti che rilasciano etilene, come mele e banane, poiché questo gas ne accelera il processo di maturazione e deterioramento.

Per prolungarne la durata, il cavolfiore può essere sbollentato e successivamente congelato: così facendo, rimarrà pronto all’uso per future preparazioni, preservando gran parte delle sue proprietà nutritive. Nel caso del cavolfiore surgelato, è consigliabile cuocerlo direttamente senza scongelarlo, in modo da evitare la perdita di consistenza e sapore.


In sintesi, il cavolfiore è un vero alleato per la salute: leggero, versatile e ricco di sostanze benefiche. Perfetto sia cotto che crudo, non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola durante i mesi più freschi.



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